Cookie Policy La storia delle foodbox in Italia, da due secoli fa a Foodgarage66
svg

SHARED KITCHEN & FOOD SHOWROOM

    La storia delle foodbox fino in Italia

    mangiare sano / Ottobre 8, 2020

    Siamo ormai più che abituati a vedere sempre più persone che corrono per le nostre città su biciclette o motorini, carichi dei caratteristici zaini; eppure il food delivery non è un fenomeno recente come sembra. Se oggi, grazie a Foodgarage66 è possibile prepararsi a casa un pranzo da ristorante stellato, la storia delle foodbox affonda le radici dove non ci immaginiamo.

    La nascita delle foodbox

    Quelle che oggi conosciamo come foodbox, infatti, nascono addirittura nel 1890. Non nelle metropoli occidentali a cui automaticamente penseremmo, ma in India. In particolare, è nella città di Mumbai che nasce un’azienda di nome  “dabbawala”. Spiega Whetyourappetite che in hindi tradotto significa letteralmente “colui che porta una scatola”, anche se la traduzione che più si avvicina al significato del termine è “persona che consegna il pranzo al sacco”. Fin da allora, svolge due servizi: il ritiro del lunch box a casa dei parenti del cliente e la consegna, oppure invio dei piatti preparati dalla cucina interna dei dabbawala. Fin dall’inizio Il lunch box ritirato si distingue grazie a dei segni particolari, colori o simoboli, che permettono di riconoscerli; il fattorino consegna ad un indirizzo pre-assegnato, dove insieme ad altri dipendenti ordina i cesti in gruppi. Si dice che il concetto di dabbawala sia nato in India con il dominio britannico, perchè molti inglesi che popolavano la colonia non amavano il cibo locale.

    Prima delle foodbox dagli Stati Uniti in Italia

    Solo dopo questa esperienza, queste prime ceste prendono la forma del take away, partendo dagli Stati Uniti. Il cibo si porta a casa dai ristoranti già dopo la guerra civile, ma nel Novecento, quando il lavoro lontano da casa diventa comune, il fenomeno diventa ormai la normalità, e si adegua al cambiamento della tecnologia. La tv che pubblicizza i servizi di consegna, prima, e poi internet, fino alle app e agli smartphone di oggi.
    Anche in Italia quelle che oggi conosciamo come foodbox hanno una storia lunga. L’antesignano di quello che chiamano italian food delivery è la milanese Postal Market, nel 1958. Attraverso quel servizio si vendevano prodotti di ogni genere per corrispondenza tramite cataloghi. Vale anche per il cibo e i prodotti alimentari. Si tratta della soluzione necessaria a chi non ha un supermercato nelle vicinanze, ma c’è un problema: molto spesso le consegne arrivano in ritardo.

    Presto, quindi, prendono piedi le vendite dirette, che hanno il vantaggio della spiegazione di un addetto, della presentazione dei prodotti e offrono la possibilità di testarli. Negli anni Ottanta, ai prodotti venduti in food delivery, si aggiungono i surgelati. Con il 2000 infine, il delivery è ormai diffuso, e così anche la spesa è ormai a domicilio, e il food delivery non è una novità: il momento è adatto per le foodbox in Italia.

    Le foodbox oggi

    Il food delivery ormai è una realtà: secondo Jeme Bocconi, nel solo 2018 il settore ha fruttato 380 milioni di euro, 500 in due anni solo a Milano. Lo usano il 30% degli italiani, ma nel 2015 solo il 15% dei locali dispone di un servizio di consegna.
    Sono 12 milioni, oggi, gli italiani che consumano i pasti fuori casa. La proposta di Foodgarage66 si inserisce in un contesto molto specifico. Offre la possibilità di cucinare rapidamente e sano a un Paese in cui meno di un terzo degli abitanti – secondo il Rapporto FIPE – dichiara di cucinarsi il pranzo, mentre la metà la cena.
    Propone ricette di poche decine di minuti a un mercato il cui 77% dichiara di dedicare alla cucina meno di trenta minuti.
    Le foodbox, oggi, possono già parlare ai giovanissimi – il 94% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni usano correntemente il food delivery – a cui la proposta di Foodgarage66 può mostrare un nuovo rapporto col cibo e la cucina.
    Ma le nuove foodbox possono stupire chi ha attitudine e passione per il mondo della cucina da sempre, ma per diversi motivi può ormai preferire uscire meno di casa. Foodgarage66 potrebbe accompagnare anche le persone tra i 65 e i 74 anni, che si stanno avvvicinando già da soli al mondo del delivery e del digitale, visto che la percentuale dei fruitori di foodbox in questa fascia d’età è passata dal 30 al 40%.
    In una parola, la foodbox di Foodgarage66 è fatta esattamente per te, chiunque tu sia!

    Maggio: 2021
    L M M G V S D
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    31  
    Termini e Condizioni