Cookie Policy Mangiare Insieme - Foodgarage
svg

SHARED KITCHEN & FOOD SHOWROOM

    Mangiare Insieme

    mangiare sano / Agosto 24, 2020

    Come abbiamo detto, all’inizio di questo viaggio storico – culturale, il cibo e il mangiare,  oltreche’ per assicurare la sua sopravvivenza, come avviene per tutti gli altri esseri viventi, hanno  assunto, per l’uomo ,  sin dalla sua comparsa sulla Terra, nel corso dei secoli, un significato e una funzione culturali. E, in tale  ambito, si colloca  la sua necessità di mangiare in compagnia con  altri uomini per soddisfare il suo costante bisogno di socializzazione. Questo bisogno e’ fondamentale e, a sua volta, soddisfa altri bisogni. Serve, a livello psicologico. a colmare, o ridurre, la sua solitudine e le sue paure dinanzi alle difficoltà, alle incognite e ai misteri dell’ esistenza, a soddisfare le sue esigenze affettive (far amicizia, incontrare la donna con cui fare sesso o con cui accoppiarsi per formare una famiglia ed assicurare la sopravvivenza della sua specie).

    Serve anche per festeggiare, in compagnia, le sue vittorie dopo una guerra, a comunicare agli amici e conoscenti, la gioia per il suo avvenuto matrimonio,  o la soddisfazione per aver raggiunto un importante traguardo (record sportivo, diploma o laurea). Ma serve anche a socializzare il suo dolore per dover lasciare la famiglia o gli amici (emigrazione, trasferimento della sua residenza altrove, banchetto funebre, etc..). Serve anche a sigillare solennemente l’avvenuta stipulazione di un contratto di compravendita di beni (terreni, imprese, case, etc).

    Serve, anche, a riunire amici e conoscenti per discutere con loro di filosofia o di politica, per recitare con loro poesie, per cantare assieme a loro (in coro)o suonare insieme (in concerto).

    Quest’esigenza, soprattutto umana, di stare insieme, mangiando e bevendo, oltreche’ dalla storia dell’Umanità, ci viene confermata, anche, e in modo sinteticamente  incisivo, dallo studio delle parole legate al mangiare presenti nelle lingue di molti popoli.  Sinteticamente, ci limiteremo, qui, al significato delle parole  “simposio “ (dal latino e dal greco antico),  e a “convivio “ e “cenacolo “(entrambe derivate dal latino).

    “ Simposio “,pronuncia simpòṡio s. m. dal lat. Symposium che. a sua volta, deriva, dal greco. συμπόσιον  nome formato  dall’unione tra la preposizione semplice σύν («con») e πόσις («bevanda»), che rimanda al verbo πίνω (« io bevo » ). Perciò il “ Simposio “ è un’occasione ma, anche, un luogo, in cui si beve insieme “.

    “ Convìvio “ s. m. deriva dal lat. convivium, der. di convivĕre «vivere insieme»], ma, potrebbe, forse, anche, risalire alla fusione tra la preposizione semplice latina “ cum “ (con) e il verbo latino “ bibo “ (io bevo) letteratura. – Convito, banchetto: le dolci reliquie de’ convivi (Ariosto). Il Convivio, titolo di un’opera dottrinale di Dante (quasi «banchetto di scienza» per i non letterati) (Vedi Vocab. Treccani online).

    Cenàcolo s. m. [dal lat. cenacŭlum, der. di cenare «cenare»; gli usi fig. sono dal fr. cénacle]. – 1. Nell’antica Roma, sala nella quale si cenava (di solito posta ai piani superiori). 2. Per antonomasia: a. La stanza dove Gesù fece l’ultima cena con gli apostoli istituendo il sacramento dell’Eucaristia, e dove poi discese sugli apostoli lo Spirito Santo nel giorno della Pentecoste. b. Dipinto che rappresenta l’ultima cena: il Cdel Ghirlandaioil Cvinciano. 3. fig. a. Luogo dove si radunano letterati e artisti. b. Gruppo di intellettuali o di artisti che seguono un medesimo indirizzo estetico, spesso con un proprio capo accettato e ammirato come maestro; spreg., conventicola, chiesuola (Vedi Vocab. Treccani online).

    IL BANCHETTO NELL’ANTICA GRECIA

    Già nelle opere del poeta Omero si parla del banchetto – simposio e della sua importante funzione sociale :

    “ Il banchetto omerico era innanzitutto una riunione degli eguali: il re ed i suoi uomini erano dei pari, erano allo stesso livello. Era un rituale sociale in quanto il condividere il cibo assicurava a tutti i partecipanti di far parte di un gruppo, di una stessa comunità. Le donne erano escluse da queste riunioni e non potevano neanche essere presenti nelle sale. Il banchetto si svolgeva nella sala principale del palazzo reale, il mègaron (“ μέγαρον “) o, in occasione di cerimonie importanti, potevano essere scelti dei luoghi specifici legati alle divinità.

    I convitati mangiavano seduti su di un seggio, con davanti una piccola tavola su cui venivano poggiate le vivande; consumavano principalmente carne vino miscelato ad acqua. Erano anche intrattenuti da diverse forme di spettacolo come gli aedi, che declamavano poesie epiche, o danzatori e giocolieri. Con il corso del tempo e le influenze straniere dall’Oriente arrivò l’innovazione del “ klìne “, il lettino e il banchetto ebbe un’evoluzione. Il simposio era il momento dedicato al bere. Gli aristocratici della città che, legati da stesse idee, volevano ottenere il potere in città si riunivano in numero esiguo in sale delle case private o dei templi per confermare la loro appartenenza al gruppo. Il simposio si teneva rigorosamente dopo il tramonto e dopo il pasto; i convitati bevevano il nuovo vino versato nel cratere al centro della sala accompagnato da dolci o formaggi.

    Gli inservienti erano dei giovani aristocratici e spesso diventavano oggetto di corteggiamento insieme alle “ etere “ (Co nome di etère “ ἑταῖραι “, “ compagne “ , chiamavano i Greci le cortigiane.), donne colte ed emancipate che accompagnavano ilsimposio con la musica.


    Oltre a musica e poesia, si divertivano con numerosi giochi, il più famoso dei quali era il “ cottabo “¹. Il simposio si concludeva con il crollo per ubriachezza dei convitati e chi riusciva a rialzarsi andava via formando una chiassosa processione in cerca del proprio amante o di un altro simposio a cuiunirsi.Il rito del banchetto era legato anche al culto dei defunti( cfr.http://magazine.unior.it – Il banchetto ai tempi di Omero e della grande Atene, “Banchetto e cerimonialità nel Vicino Oriente e Mediterraneo antichi”, ciclo di lezioni del professor Giulio Colesanti, della Sapienza di Roma, e della professoressa dell’Orientale di Napoli Anna Maria D’Onofrio)

    (κότταβος),Kottabos

    ¹ còttabo s. m. [dal lat. cottăbus, gr. κότταβος, forse affine
    a κοτύλη «ciotola»]. – Gioco in uso presso i Greci e gli Etruschi a
    carattere augurale, per trarre cioè presagi durante i simposî:
    consisteva nel lanciare il vino contenuto in una coppa in modo da
    colpire un bersaglio, rappresentato da piccoli vasi galleggianti in un
    catino pieno d’acqua, o da un dischetto di rame posto in bilico
    all’estremità di un’asta metallica. Descritto da Alceo, Anacreonte e
    Antifone, oggetto di varie rappresentazioni vascolari, il gioco
    continuò ancora fino al 3° sec. a.C. poi cadde in disuso.

    Una copia dell’Afrodite cnidia di Prassitele, di cui si dice che la modella sia stata l’etèra Frine.
    ” “ Megaron “(sala del trono) della regina del palazzo di Cnosso (1700-1400 a.C.), Creta. La
    sala era dotata di un piccolo bacino lustrale ( per lavarsi ) – da lustrale, agg.[dal lat.
    lustralis, der. di lustrum.[…] per la lustrazione, e per estens., poet., acqua
    purificatrice (http://www.treccani.it/vocabolario/).

    Maggio: 2021
    L M M G V S D
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    31  
    Termini e Condizioni